I numeri della Pianura Bergamasca
Durante l’evento, Giuseppe Pozzi, direttore editoriale del magazine di Business Pmi, ha offerto una panoramica sul mondo delle Pmi della pianura bergamasca, basata sui dati 2024 forniti da Cribis. «In questo progetto raccontiamo le imprese locali – ha spiegato – analizzando i numeri e costruendo classifiche che restituiscono un quadro concreto e aggiornato». Il 2024 non è stato un anno particolarmente brillante per la Lombardia, con un saldo tra aperture e chiusure pari a -0,6%, mentre Bergamo ha mostrato un dato in controtendenza, pari a +0,2%. «Tra le realtà di spicco – ha proseguito Pozzi – c’è Officine Vittorio Villa di Castel Rozzone, con quasi 50 milioni di euro di fatturato, seguita da Alphacom Italia di Martinengo e da Inda di Pagazzano». Le prime 500 Pmi della provincia hanno superato complessivamente i 6 miliardi di euro di fatturato. Un focus specifico ha riguardato anche la distribuzione territoriale della ricchezza: «Treviglio è il Comune con il fatturato complessivo più elevato, seguita da Caravaggio, Romano di Lombardia, Urgnano e Ciserano».
Commercio, turismo e nuove generazioni
Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo, ha ricordato che «8mila micro e piccole imprese costituiscono l’economia e i servizi della bassa». Secondo Fusini, il turismo potrebbe diventare una leva di sviluppo anche per la pianura, dopo i buoni risultati ottenuti su città e laghi. «Fare impresa è un bene per tutta la comunità – ha aggiunto – e serve collaborazione, perché insieme si va più lontano».